World Literary Awards

← Back to awarded works
Il desiderio di essere come tutti

Strega Prize (Premio Strega)

Il desiderio di essere come tutti

Francesco Piccolo

A novel set against Berlusconi-era Italy, where personal memory and political consciousness are tightly intertwined.

novelItalian literaturepoliticsmemory

Work Information

An Italian contemporary novel where private memory meets public history.

Francesco Piccolo’s award-winning novel interweaves political feeling, private memory, and contemporary Italian life.

Book Information

Publisher
Einaudi
Published
2013-11-01
Pages
264 pages
Language
イタリア語
Size
14.4 x 2.5 x 22.1 cm
ISBN-13
9788806194567
ISBN-10
8806194569
Price
7838 JPY
Category
洋書/Literature & Fiction/Foreign Language Fiction

Amazon配送商品ならIl desiderio di essere come tuttiが通常配送無料。更にAmazonならポイント還元本が多数。Piccolo, Francesco作品ほか、お急ぎ便対象商品は当日お届けも可能。

Reviews

  • Rather disappointing

    Winner of the most prestigious literary award in Italy (Premio Strega), in my opinion, a major delusion. It starts as a rather tedious autobiography, which sets the stage for the reasons why the author appreciates of the values of the "left" (never clearly defined) and becomes a communist, against the views of his father and beloved uncle, both described as rather conservatives. The turning point is a football game between the mighty West German team and the lesser team of the Democratic Republic of Germany (DDR) during the World Cup of 1970. The early part of the book is, occasionally, pleasant, even amusing, but soon becomes entangled into complicated and repetitious political philosophy centered on the figure of Enrico Berlinguer, an historic leader of the Italian Communist party, and the antagonism with Bettino Craxi, the disgraced socialist leader who ended up in exile to avoid being jailed, which, in my opinion, doesn't go anywhere. What a disappointment!

  • Uno Strega strameritato

    Dai mondiali del '74 al rapimento di Aldo Moro, dal duello fra Craxi e Berlinguer all'avvento di Berlusconi. Ne "Il desiderio di essere come tutti" Francesco Piccolo ripercorre la sua storia personale nella cornice più ampia della storia della sinistra italiana, dando vita a un romanzo la cui peculiarità è quella di essere sì scritto in prima persona, ma di trovare nel Partito Comunista il protagonista silente dalla prima all'ultima pagina. Mai banale, densa di dubbi e di conflitti interiori, l'opera mescola i racconti di vita del narratore ai passaggi significativi dell’epoca, alle cesure che determinarono nuovi scenari nella storia repubblicana. Così la stagione sessantottina viene vista attraverso l'ottica dell'amore non corrisposto con una giovane del Movimento, il compromesso storico è letto tramite il matrimonio fra uno zio democristiano e una zia comunista (con annessi litigi sull’opera della Cederna e sulla figura di Giovanni Leone); e il rapimento Moro diventa la centrifuga che fa saltare le coordinate del vecchio ordine. Da lì in poi cambia la geografia emotiva del paese e anche la sinistra, a giudizio di Piccolo, diventa altro. Non manca, infine, una riflessione critica sul ruolo degli intellettuali italiani e sulla vocazione minoritaria da essi difesa. È forse questo l'elemento che, anni dopo la pubblicazione del romanzo, rende il libro ancora attuale.

  • antes de tiempo y perfecto estado

    He comprado dos ejemplares de este libro, los he recibido un día antes de lo estipulado por lo que el servicio de mensajería ha sido muy bueno. Los libros están en perfecto estado (esquinas sobre todo que es lo que más me fijo al abrir los paquetes de libros). Es el producto que quería y corresponde a la descripción detallada que se daba cuando lo busqué.

  • Interessante svelamento

    Francesco Piccolo ha un modo tutto suo di scrivere romanzi: amalgama la propria storia personale con quella “ufficiale”, con la “storia di tutti i giorni” di cui siamo tutti inconsapevoli comparse e privati protagonisti. Questo artificio letterario gli permette di muoversi contemporaneamente su due binari: da una parte assolutizza il suo punto di vista; dall’altro permette al lettore di immedesimarsi nella voce narrante, introiettando gli impulsi, i pensieri, le motivazioni del protagonista – creando immedesimazione o, per lo meno, rendendo più facile il processo di immedesimazione, l’aderenza tra la vita del lettore, quella del protagonista e la storia. Tutto ciò ha due punti a favore (uno: l’effetto “Visto che non succede solo a me!”, sovrapposizione totale, appagamento per identificazione totale; secondo: in caso di mancato riconoscimento, il lettore avrà comunque un po’ di indulgenza per quel personaggio che in altri punti così tanto gli assomiglia) ed un unico –ma radicale- punto a sfavore (“Bleah, non mi somiglia per niente!” e conseguente rifiuto del libro). Provate a leggere le recensioni dei suoi libri: sono tutte polarizzate così. E forse non è un caso che come sceneggiatore abbia firmato dei film che parimenti sono delle lunghe soggettive di un unico protagonista (Agata e la tempesta, Giorni e nuvole, Caos calmo, La prima cosa bella, Habemus Papam) o film corali dove le storie dei singoli sono (in gran parte almeno) inconciliabili con l’esperienza dello spettatore, la nostra vita (Il capitale umano, Gli sfiorati, Il Caimano, Il nome del figlio). Quindi, “Il desiderio di essere come tutti” non è altro che la storia della sinistra italiana (dagli anni 70 ad oggi) vista attraverso il filtro (l’autobiografia, vera, presunta o romanzata, non importa) di una persona che da bambino decide di essere comunista e, via via, si muove in quel filone di pensiero, senza mai essere un’estremista, anzi! E viceversa: esperienze di vita (il rapporto coi genitori e gli zii, il primo bacio, il terremoto, l'università, l'amore adulto) viste attraverso l'avversione all'ideologia radicale ma senza rinunciare al riconoscimento di un'appartenenza "di sinistra". Non so se il Premio Strega sia meritato o meno, resta il fatto che si tratti di una buona, veloce lettura - soprattutto per chi si riconosce di sinistra, o vuole capire cosa possa voler dire: alcuni automatismi, valori e pure le più comuni incomprensioni sono narrate con l’ausilio delle esperienze via via più complesse di un bambino-adolescente-giovane-adulto alle prese con la vita di tutti i giorni, i ricordi, il Paese, gli eventi come il –mancato- compromesso storico, il referendum sulla scala mobile, la “questione morale”, la morte di Berlinguer. E quindi l’avvento degli anni ’90 ed, ovviamente, Berlusconi – anche se qui è più uno spunto piuttosto che un’ossessione, è un’occasione per narrare alcuni tic ricorrenti di quella stagione (ed adesso presenti nei refrain 5 Stelle) invece che “l’uomo nero della democrazia”. Parafrasando: non è la narrazione della biografia di Piccolo (in sé), ma la narrazione che ne fa (in me), ovvero il gioco tra biografia/romanzo e immedesimazione/svelamento. Un gioco meno banale di quanto una scrittura facile possa lasciar immaginare.

  • riassumendo

    Questo è un buon libro. E' molto indicato per quelli che hanno l'età dell'autore (attorno ai 45-50) ma potrebbe fornire spunti di riflessione anche ai più giovani, riportando uno spaccato della storia italiana molto interessante e attuale. Fa riflettere, ed è politicamente acuto, e moderno nel pensiero filosofico-politico. E' però un po' ridondante: molti concetti sono espressi più e più volte, quasi con le stesse parole. Il lettore può facilitarsi la lettura riassumendo di circa un terzo il volume di parole :-)

Related Literary Awards