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La bella confusione

Viareggio Prize (Premio Viareggio / Premio Letterario Viareggio-Rèpaci)

La bella confusione

Francesco Piccolo

This nonfiction book follows the making of Fellini’s 8 1/2 and Visconti’s The Leopard, tracing the peak of 1960s Italian cinema from behind the scenes. It rebuilds a major moment in film history through testimony and archival detail.

film history1960sItalian culturenonfictionproduction history

Work Information

Masterpieces are born between accident and conflict.

Through careful research, the book reconstructs the backstage story of two masterpieces created at the same time by Fellini and Visconti. It conveys not only the films themselves but the atmosphere of an era.

Book Information

Publisher
Einaudi
Published
2023-02-21
Language
イタリア語
Size
14.7 x 2.3 x 22.2 cm
ISBN-13
9788806231538
ISBN-10
8806231537
Category
洋書/Literature & Fiction/Foreign Language Fiction

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Reviews

  • Potrebbe essere un articolo in una rivista di cinéma. Non c’è struttura, piuttosto un raccoglimento di qualche piccole eventi nelle vite di due egoisti.

  • Ancora una volta Francesco Piccolo mi ha sorpreso. Per ragioni veramente misteriose, dopo aver letto tutti i suoi libri, quando avevo avuto notizia di quest’ultimo titolo, avevo deciso che non mi interessava e, invece, non avevo capito niente. Una mai amica ha preso in prestito il libro in una biblioteca comunale e cosi, per curiosità, visto che me lo trovavo tra le mani, ho cominciato a leggerlo. È finita che dopo poche pagine ho acquistato l’edizione ebook, l’ho scaricata e non l’ho piu abbandonata finché, purtroppo, non ho finito il libro. Sono sempre stato convinto che la parte più interessante del cinema italiano non sono,i film ma le storie di come si sono realizzati i film e questo libro ne è la prova. Molto più appassionante di un romanzo La bella confusione ha come protagonisti due film 8 e mezzo e Il gattopardo che sono stati il punto più alto del cinema italiano: il film d’autore per antonomasia e l’ultimo kololossal realizzato dall’industria cinematografica nazionale. Genialmente Piccolo riesce poi, novello Fellini, cioè da vero incantatore, da illusionista, da sincero bugiardo, a collegare tutta la sua attività professionale di scrittore e sceneggiatore al film di Fellini e al libro di Timasi di Lampedusa, trasposto fedelmente da Visconti. Piccolo riesce, persino, a collegare il proprio concepimento alla visione da parte dei suoi genitori dei due film. Non voglio anticipare nulla del libro . Ritengo che Piccolo ha ancora una volta abbia superato se stesso ed è forse il più grande scrittore italiano vuvente. Sicuramente, lo ribadisco, mi dispiace di averlo finito ma per consolarmi lo rileggerò un’altra volta.

  • Me pareció aburrido

  • E’ interessante questo romanzo/saggio di Francesco Piccolo. Racconta un’Italia lontana, quella del boom economico, delle vacanze al mare, delle utilitarie e della televisione in bianco e nero. Racconta una piccola storia, quella di due film importanti Otto e mezzo e Il Gattopardo entrambi del 1963, entrambi interpretati dalla splendida Claudia Cardinale. Racconta delle polemiche per l’uscita di un romanzo, Il Gattopardo dello scontro tra ridicoli intellettuali e dirigenti del PCI (Palmiro Togliatti, Guido Aristarco, Mario Alicata) e di altri comunisti (Louis Aragon, György Lukács) che lo difendono a spada tratta. Racconta di un regista italiano tra i più famosi e amati Federico Fellini, indeciso, molto indeciso per il nuovo film che sta preparando: “In fondo Otto e mezzo è proprio il film che si può fare solo con l’incoscienza, e non volendolo fare”. Racconta di un regista comunista, Luchino Visconti che decide di girare un film tratto da un libro “reazionario” come Il Gattopardo. Racconta anche dell’autore, di un Francesco Piccolo innamorato del cinema e in particolare di Fellini. Racconta di amori segreti, di seduzioni, di abbandoni lavorativi e sentimentali. Di bisticci tra sceneggiatori, di forti rancori e lunghi silenzi tra registi. C’è un po' di tutto: l’alto e il basso. L’autore mette accanto due film molto diversi due film: ”che segnano la fine dell’età d’oro del cinema italiano e l’inizio della sua decadenza”. Ci si domanda se è una “costruzione” dell’autore o verità storica? Tra i due registi ha trionfato Fellini. Quando Goffredo Fofi era uno stroncatore seriale, di Visconti scrisse: “L'illustratore perenne di un Ottocento che solo la furba stoltizia togliattiana ha potuto far prendere per nostro contemporaneo.” Non credo ci sia unità di intenti nei due finali. Innanzitutto le donne: Fellini le ama, le adora, rende Claudia Cardinale di una bellezza solare, capricciosa, sensuale. Fellini trasforma la voce roca della donna (che Visconti rifiuta) profonda, immensa, felice, capricciosa. E poi le parole finali quelle di Guido (Marcello): “Ma che cos'è questo lampo di felicità che mi fa tremare, mi ridà forza, vita. Vi domando scusa dolcissime creature, non avevo capito, non sapevo. Com'è giusto accettarvi, amarvi e com'è semplice. Luisa, mi sento come liberato. Tutto mi sembra buono, tutto ha un senso, tutto è vero. Ah come vorrei sapermi spiegare, ma non so dire. Ecco, tutto ritorna come prima, tutto è di nuovo confuso, ma questa confusione sono io, io come sono, non come vorrei essere e non mi fa più paura. Dire la verità, quello che non so, che cerco, che non ho ancora trovato, solo così mi sento vivo e posso guardare i tuoi occhi fedeli senza vergogna. E' una festa la vita, viviamola insieme. Non so dirti altro Luisa, né a te né agli altri, accettami così come sono, se puoi, è l'unico modo per tentare di trovarci”.

  • Bellissimo libro, è stato sapientemente ricostruito un periodo della storia e della società italiana attraverso le vicende cinematografiche di due grandi registi. Non mancano situazioni divertenti e aneddoti curiosi, si legge insomma con grande gusto!

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