Viareggio Prize (Premio Viareggio / Premio Letterario Viareggio-Rèpaci)
Sogni e favole
Set in 1980s Rome, the book follows a young narrator through memories of photographer Arturo Patten, critic Cesare Garboli, and poet Amelia Rosselli. Autobiographical fiction and essay overlap in a meditation on art, melancholy, and the power of illusion.
Work Information
Dreams and fables are told not to escape reality but to bear life.
A memory that begins in a cinema expands into fragments of rain-soaked Rome, photography, poetry, and criticism. Through recollections of real artists, the writer explores the need for illusion that sustains life.
Review Summaries
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Readers value the unusual form that blends memory and criticism. It speaks to readers who enjoy intimate portraits and literary digression.
Book Information
- Publisher
- Ponte alle Grazie
- Published
- 2018-11-27
- Pages
- 218 pages
- Language
- イタリア語
- Size
- 13.9 x 2.2 x 20.5 cm
- ISBN-13
- 9788862208512
- ISBN-10
- 8862208510
- Price
- 5920 JPY
- Category
- 洋書/Literature & Fiction/Foreign Language Fiction
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Reviews
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Alla ricerca della realtà
Terzo libro "strano" che leggo di Trevi, dopo Due Vite e la recente rilettura de "Il libro della Gioia Perpetua". "Sogni e Favole" è definito proprio così in retro copertina, libro strano. E come gli altri che ho letto, infatti, si presenta come un lavoro che oscilla tra il biografico romanzato e un saggio introspettivo, dai contorni filosofici e di formazione emotiva. Uno stile inconfondibile, quello di Trevi: mentre leggi è come se l'autore esca dalle pagine per materializzarsi davanti a te, per incantarti con il suo discorrere delicato, carezzevole, quasi musicale ma al contempo tanto reale, ancorato alla vita, ai propri limiti, che sa di vero. Ed è così, con il suo bellissimo stile, che in questo libro ci parla di sogni, favole e realtà: diverse realtà e non proprio tutte splendide in quanto in ognuna ci sono i "mostri", ognuna trascina in sé la propria "illusione di vita". La più bella e complessa delle realtà esposte per me è stata quella dell'amicizia che lo legava ad Arturo Pattern, ritrattista bizzarro quanto imprevedibile e poliedrico ma d'altronde l'autore stesso si autopresenta quantomeno "bipolare" (di giorno una vita, di notte l'opposta); i due si incastrano quindi in un sincero e profondo legame affettivo fatto di tenerezza e perfidia, di grilli parlanti e lucignoli che si alternano in relazione al momento. Altra realtà che ti scava l'anima è quella di Amelia Rosselli, la "poeta", con le sue voci, i ricoveri in cliniche con tanto di elettroshock, la sua "sovrabbondanza di destino" che sfocia in un piccolo capolavoro in prosa, "Storia di una malattia", al tempo pubblicato da Nuovi Argomenti, importante rivista letteraria diretta da Moravia, Bertolucci e Siciliano. Intensa è poi anche la realtà di Cesare Garboli, grande critico conosciuto per il tramite di Arturo nel cuore di una notte insonne durante la quale l'autore fa il suo primo incontro con il sonetto di Matastasio, centralità del libro, "Mi chiese se conoscevo quel sonetto di Metastasio che iniziava Sogni, e favole io fingo. No, non lo conoscevo. Ma come! Per uno studioso di poesia era grave, gravissimo! Erano versi di una tale saggezza che ci si poteva meditare sopra per una vita intera... E come se non si limitasse a resuscitare i versi di un grande poeta del Settecento, ma li avesse così assimilati da trasformarli quasi in un ricordo personale, in una confessione scaturita dall'intimità, ce li recitò nel silenzio della notte." Trevi rimane rapito dal fascino di Garboli ma soprattutto dal sonetto di Metastasio, ne percepisce il valore introspettivo, si spende in meditazioni condivise e approfondite in autonomia guardando il mondo, riportate in questo bel lavoro. Ma c'è molto altro nel libro oltre le sue riflessioni sul sonetto: ci sono i diversi percorsi di vita che si intrecciano in un unico lungo discorso, c'è amore per gli angoli barocchi della sua Roma "scenografica, una fontana inesauribile di vedute vertiginose e di incantesimi prospettici"; c'è la ricerca delle verità che ci sfuggono (esiste poi, una verità?), c'è il desiderio di omaggiare legami importanti. L'esposizione narrativa è complessa, finemente ricercata ma allo stesso tempo fluida, quasi poetica, profonda, filosofica, straordinarianente reale. Tante le mie evidenziature, è stato difficile scegliere quella per me più significativa ma siccome ne riporto sempre almeno una, ho fatto uno sforzo ed eccola qua, "Sentivo che la vita incombeva, che il numero dei treni da perdere non era infinito, che presto o tardi sarebbe stato saggio prendere qualche decisione netta riguardo alla mia identità, ma almeno altrettanto potente di questa consapevolezza era il desiderio di non essere nulla, di evaporare, di venire assorbito nell'indistinto." Diverse sono le voci che ritengono Emanuele Trevi "autoreferenziale". Io in realtà di questa autoreferenzialità non ne ho trovato traccia neanche qui; a me questo autore piace molto, possiede il dono di riuscire a coniugare e poi esprimere in maniera eccellente la vita e la morte, il bello e il brutto, la teoria e la pratica, un saggio e una biografia, o, per usare le sue stesse parole dedicate a Garboli, "incontinenza autobiografica con la più rigorosa filologia". I Sogni e le Favole, aleatori, evanescenti, ingannevoli, ma forse tanto quanto ciò che crediamo realtà. In una costante analisi, fino alla fine del libro. Bravissimo Emanuele Trevi 👏☺️
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grande
uno scrittore che si riconferma...
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meraviglioso
Il libro si ramifica, si declina, e mostra lo scorrere carsico della vita di notevoli persone. Davvero molto scorrevole. Consigliato.
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Non è un romanzo, si legge con fatica
Tanto quanto si avverte la raffinatezza dello scrittore, così si avverte la mancanza del narratore. O lo si è o non lo si è. Un narratore è in grado di farti entrare in un mondo immaginario. Ecco questo ti lascia a leggere un testo, a tratti interessante e affascinante, a tratti anche poetico, ma sembra poi un qualcosa messo insieme un po’ come viene senza un ordine senza dare coerenza all’insieme. Ribadisco non è un romanzo, peccato!
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Confermo, è un libro strano
È un libro strano ma Trevi scrive talmente bene che l'ho divorato in un sol fiato. Durante la lettura appaiono spunti di riflessione così profondi che mi sono sentita arricchita.