Le strade di polvere.
モンフェッラートの一家の数世代を、ナポレオン戦争の終わりからイタリア統一へと至る長い時間のなかで描く歴史小説。土地に根づいた暮らしと歴史のうねりが、愛情や裏切り、喪失を通して重なっていく。
作品情報
土埃の道の先に、家族の記憶と近代イタリアの輪郭が浮かび上がる。
『Le strade di polvere』は、モンフェッラート地方の農家一家を軸に、ナポレオン時代の余波からイタリア統一後までをたどる長編である。四季の循環や土地の風景、家族の断絶と継承が、歴史の大きな流れとともに描かれ、地方史と家族史が一体になった読み応えを生む。
書籍情報
- 出版社
- Mondadori
- 発売日
- 2003-09-01
- ページ数
- 239ページ
- 言語
- イタリア語
- サイズ
- 12 x 1.5 x 19.5 cm
- ISBN-13
- 9788806138431
- ISBN-10
- 880613843X
- 価格
- 8485 JPY
Amazon.co.jp: Le strade di polvere. : Loy, Rosetta: 本
レビュー
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Scritto benissimo come non sempre accade di leggere!!! Un racconto di una famiglia contadina del Monferrato che passa attraverso varie vicende storiche che avanno dall'età napoleonica ai primi anni dell'Italia unita. Troviamo la miseria, la povertà, le tasse troppo elevate, il freddo, i raccolti scarsi, il colera, gli straripamenti dei corsi d'acqua, le guerre con tutte le conseguenze che comportano. Un libro che si legge davvero molto volentieri e che prende in profondità il lettore. Consigliatissimo
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un a lettura per tutti. la storia del risorgimento italiano vista attraverso le vicende di una famiglia che ne prende parte a volte marginalmente a volte con ruoli da protagonista. nel testo compare spesso e nei momenti più significativi la polvere del titolo, quasi a sottolineare l'importanza dell'episodio narrato
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“Le strade di polvere” di Rosetta Loy, storia delle vicissitudini e degli amori e delle morti di una famiglia monferrina ai tempi delle guerre napoleoniche fino all'unità di Italia. Una storia lunga 3 generazioni, dentro una gran casa di proprietari contadini Il colera, i soldati, le famiglie con tanti figli, la vendemmia e le messi, spesso insoddisfacenti, le esondazioni del Po e dei suoi affluenti, guerre fallimentari con eserciti poveri e stremati, città assediate e garibaldini in fuga, il freddo che taglia il fiato e che deforma i piedi, duri negli zoccoli di legno, il piacere della polenta intinta nel latte, tutto questo viene narrato in questo romanzo, con una prosa asciutta, ma spesso favolistica, che cattura e che non annoia. Si legge di amori e di passioni, di vite passate con mille rimpianti e di desideri mai realizzati, di sogni e di pensieri di chi ha smesso di sognare, al suono di antiche canzoni francesi eseguite alla spinetta o al violino. Il narratore spesso assume la prospettiva di un personaggio, altre volte si fa narratore esterno, e rappresenta solo gli atti e le movenze dei personaggi, ed indugia a lungo in descrizioni minuziose di paramenti sacri a ricami meravigliosi, divani capitonné, il brulicare dei pidocchi sulla testa del vecchio contadino, e così via. A metà strada tra i romanzi realisti dell'Ottocento e quelli del realismo magico sudamericano , il romanzo della Loy, è scritto in maniera elegante e ricercata, ma ha un grande difetto, a mio parere, che non mi permette di dare un voto più alto: non emoziona. I personaggi, ben caratterizzati, scorrono davanti ai nostri occhi, come i vari fatti che si susseguono , ma per nessuno di loro si prova empatia vera. Non è il grande affresco umano e storico che mi aspettavo. Peccato. “La casa la fece costruire il Gran Masten alla fine del Settecento quando divenne un "particulare", qualcuno che aveva terra di suo, buoi, mucche, galline e conigli, e tante moggia da avere bisogno di altre braccia. Aveva fretta e non si preoccupò troppo delle fondamenta anche se la casa con la sua facciata giallina rimase nel tempo ancorata alla terra, la lunga sequenza di stanze una appresso all'altra. Una costruzione a due piani più il granaio dalle finestre schiacciate a diretto contatto col tetto. Il viottolo di mattoni la collegava al viale che piegava giù verso il cancello mentre il fienile e le stalle si allungavano di fianco fino ad arrivare alla strada dove si apriva il grande portale di assi. Come si chiamasse quella strada allora era difficile saperlo; la casa era l'ultima del paese e quando in seguito ne venne costruita un'altra questa ebbe l'obbligo del muro cieco per la parte che affacciava sul giardino. Nessuno ha mai saputo il vero nome del Gran Masten perché i registri parrocchiali andarono bruciati durante la prima campagna napoleonica. Certo era uno che si era arricchito tra l'andare e venire dei soldati, con il foraggio per i cavalli e il grano nascosto e rivenduto tre volte tanto. Con il vino per far ubriacare francesi e austriaci, russi, bavaresi, alsaziani, durante quelle interminabili guerre che avevano colorato come un gioco di travasi la mappa dell'Europa centrale. Di lui si sa solo che lavorando dall'alba al tramonto, senza soste mai, in pochi anni raddoppiò le moggia di terra e che aveva gambe così lunghe da oltrepassare i fossi senza saltare. Prese moglie tardi e dei tanti figli venuti al mondo gliene restarono grandi soltanto due: Pietro e Giuseppe.”
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Bella sorpresa questo libro, una saga familiare all'italiana che ci riporta ad un passato lontano facendocelo viivere quasi fosse presente, per vivezza di narrazione e freschezza di spirito. I personaggi sono descritti per le loro azioni senza che su di loro pesi il giudizio morale dell'autrice. Lo stile e' così fluido e lieve da far pensare a dei versi: una continua poesia in versione in prosa.
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Mi spiace essere una voce fuori dal coro, ma dopo aver letto di meglio (mi riferisco a splendide saghe, tipo "Rosso come una sposa" o "La Masnà" ad esempio), questo mi ha lasciato assolutamente indifferente, per non dire annoiata. Scritto bene, questo sì (anche se talvolta risparmia sulle virgole...), con uno stile volutamente antico, apprezzabili le ambientazioni e il contesto storico (siamo in pieno '800), non altrettanto le descrizioni fisiche dei personaggi (come può essere una donna magra e rotondetta...?), non particolarmente approfonditi (data anche la quantità). I fatti si susseguono, dalla generazione del nonno a quella dei nipoti, tra guerre, carestie, intemperie, problemi di vario genere e storie d'amore. Ma sono solo fatti, quasi una cronaca, che non arriva a toccare le corde dei sentimenti, non invita alla riflessione, non emerge nessun tema in particolare. Lungo e un po' monotono, nonostante lo scorrere delle storie nella Storia, uno di quei libri che scivolano via, nel dimenticatoio...